Una sentenza che conferma la mediazione come pilastro della giustizia civile in Italia
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con la sentenza del 17 marzo 2025, ha respinto il ricorso promosso dal Codacons contro il Decreto Ministeriale n. 150/2023, sancendo la piena legittimità della riforma della mediazione. Questa pronuncia rappresenta un passo decisivo verso una giustizia più moderna, efficace e accessibile, confermando il valore della mediazione come strumento di risoluzione delle controversie.
✅ I punti chiave della sentenza
• Legittimità della riforma della mediazione introdotta dal D.Lgs. 149/2022.
• Riconoscimento della professionalità dei mediatori e della necessità di un primo incontro realmente operativo.
• Effettività della mediazione, che non è più solo un passaggio burocratico, ma un concreto tentativo di risoluzione della lite.
• Proporzionalità dei costi, con misure di sostegno per garantire l’accessibilità della procedura (gratuito patrocinio, crediti d’imposta).
• Stabilità per gli organismi di mediazione, che opereranno con regole certe e trasparenti.
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📜 La sentenza: mediazione come strumento efficace e accessibile
Nel suo ricorso, il Codacons contestava l’aumento dei costi della mediazione, sostenendo che ciò ostacolasse l’accesso alla giustizia. Tuttavia, il TAR Lazio ha ribadito che la nuova disciplina è coerente con i principi costituzionali e comunitari, e che il pagamento per il primo incontro di mediazione rappresenta un incentivo alla partecipazione attiva delle parti, garantendo un processo realmente finalizzato alla conciliazione.
Il Tribunale ha evidenziato come la mediazione, in passato considerata un mero passaggio formale, sia ora un momento cruciale nella risoluzione delle controversie. La corresponsione di un’indennità per il primo incontro serve a responsabilizzare le parti, evitando che la mediazione venga sfruttata solo per ottenere l’attestazione della condizione di procedibilità prima del giudizio.
👨⚖️ Il riconoscimento del ruolo dei mediatori
Uno degli aspetti più significativi della decisione riguarda il rafforzamento della professionalità dei mediatori. Il TAR ha riconosciuto che la riforma ha puntato su una loro maggiore qualificazione, con criteri più rigorosi per la formazione e l’aggiornamento. Questo garantisce che la mediazione non sia solo un’alternativa al giudizio, ma un vero strumento di giustizia consensuale, gestito da professionisti altamente qualificati.
Il decreto ministeriale impugnato prevede misure concrete per elevare gli standard del servizio, in linea con le direttive europee. Ciò significa che le parti in mediazione potranno contare su professionisti capaci di guidarle verso una soluzione equa e vantaggiosa per entrambe.
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🔍 Il fallimento dell’opposizione del Codacons
Il ricorso del Codacons mirava a far dichiarare illegittime le disposizioni sui costi della mediazione, sostenendo che rappresentassero un ostacolo per i cittadini. Tuttavia, la sentenza ha respinto ogni obiezione, evidenziando come il sistema sia stato strutturato per garantire:
✔️ Accessibilità economica: le spese sono proporzionate al valore della lite e ridotte nei casi di mediazione obbligatoria.
✔️ Misure di sostegno: esistono crediti d’imposta per compensare i costi sostenuti e il gratuito patrocinio per i meno abbienti.
✔️ Effettività della procedura: la mediazione non è più un passaggio formale, ma un’alternativa concreta al processo.
Questa decisione sancisce il fallimento del tentativo di ostacolare una riforma che mira a rafforzare la mediazione e renderla un’opportunità per tutti i cittadini.
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🚀 Il futuro della mediazione in Italia
Questa sentenza segna un punto di svolta: la mediazione non è più solo un passaggio preliminare, ma uno strumento giuridico autonomo e funzionale, capace di risolvere le liti in modo più rapido e meno oneroso rispetto al giudizio ordinario.
Il TAR Lazio ha dato un segnale chiaro: la riforma è solida, legittima e necessaria. Ora tocca agli operatori del settore, agli organismi di mediazione e agli avvocati cogliere questa opportunità e dimostrare che una giustizia più veloce ed efficiente è possibile.
Con questa sentenza, la mediazione vince la sua battaglia e si conferma come il futuro della giustizia civile in Italia.
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Dott. Gabriele Petracca